mercoledì 3 marzo 2010

Perché nelle Dittature c’è Sempre un Esercito Forte?

DI MARCO CANESTRARI 

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· LA SICUREZZA E’ PIU’ IMPORTANTE DELLA LIBERTA’ - C’è un istinto più forte di quello della libertà, di fronte al quale, ogni altra esigenza diventa secondaria: La Paura per la propria Sicurezza. Accettiamo di buon grado una limitazione della libertà di fronte ad un’emergenza per la nostra vita. Più la massa è impaurita, più saranno gestibili le sue reazioni istintive.

· NON ABBASSARE IL LIVELLO DI PAURA - Promuovere, negli anni, un massiccio bombardamento di notizie che diffondono un senso comune di insicurezza. Il paese, anche quando mantiene una facciata di benessere, deve essere vissuto come un luogo pieno di pericoli e la popolazione deve percepire costantemente una situazione di minaccia: precarietà finanziaria, gang giovanili, bullismo, virus, criminalità, aggressioni, stupri fino al terrorismo e alla guerra.

· AUMENTARE IL POTERE POLITICO E MILITARE - Il terrore di venire aggrediti o derubati, di diventare poveri e l’incertezza per il futuro accentuano la reazione di isolamento dall’”altro” e spingono il governo verso politiche repressive e di sicurezza. La massa deve chiedere misure anche d’emergenza che accentrino il potere politico e militare in nome della concretezza e dell’efficienza. Vogliamo essere protetti più di ogni altra cosa.

· CONTROLLARE I DISSENSI - Una volta che abbiamo delegato al leader sempre più autonomia di reprimere la popolazione anche con la forza, poi non abbiamo più il potere di diversificare, dal basso, le misure solamente contro la delinquenza, rispetto a quelle volte anche a limitare i dissensi. Le azioni del leader saranno sempre più risolute e sempre meno controllabili dai cittadini. Così il potere che abbiamo tanto voluto accentrare nelle mani di chi ci comanda, può venire usato anche per indurci a non generare proteste né idee dannose al regime.

· L’ESERCITO E’ UN AMICO NECESSARIO - Contemporaneamente deve venire promossa l’immagine delle forze armate, dei militari, della protezione civile e delle autorità in genere, con festeggiamenti, gadgets, film e soprattutto serial tv. In questi casi non è raro vedere i militari in città anche in tempo di pace accettati di buon grado dalla popolazione.

 

LA PERCEZIONE DELLA SICUREZZA
TRA COMUNICAZIONE E REALTA’

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Trend complessivo (gennaio 2005 – dicembre 2009)
Il grafico mostra la netta discrepanza fra l’andamento delle notizie di criminalità proposte dai telegiornali (linea rossa) e l’andamento reale dei reati (celeste).

Si attende un “capo liberatore” quando arriviamo a convincerci di essere incapaci di affrontare e risolvere i problemi sociali, quando ci abituiamo a pensare che le masse non siano in grado di risolvere alcunché se non vengono guidate con la forza.

Un costante clima di insicurezza dove ognuno è sospettoso dell’altro è attualmente il modo più potente per mantenere la popolazione disgregata e perseguire obiettivi economici e politici. Il Potere di proteggere viene usato da chi governa anche per reprimere i dissensi e controllare l’influenza dei cittadini nelle scelte del paese. In questi scenari, l’odio, i disordini sociali e la guerra, possono diventare le soluzioni finali a tutti i nostri mali.


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6 commenti:

  1. Qualsiasi situazione di monopolio,in qualsiasi settore della vita civile,democratica,economica di una comunità,determina altissima pericolosità per la libertà,e la stessa vita dei cittadini,è ormai una indiscutibile verità.Figuriamoci poi, quando ad essere controllata è l'informazione,e quindi il principale veicolo di circolazione e confronto delle idee.Naturalmente eserciti forti,ben armati,ben organizzati,e,possibilmente professionali sono l'asse portante di qualsiasi dittatura.Nelonostro paese,tra gli errori imperdonabili commessi dai democratici e dalla sinistra,c'è stata anche l'abolizione del servizio militare di leva,sostituito dall'esercito professionale,modifiche al sistema potevan farsi anche in forme e modi diversi.Ormai siamo in piena tempesta ,con una dittatura profondamente diversa da quelle viste nel passato,ma ben più grave ed oppressiva,perchè si basa su un ideologia che non ha solido substrato politico,ma ripropone la logica del padrone fine a se stesso.Propone una società di pochi profittatori ricchissimi...e molti cittadini poveri in canna!La ricchezza ,infatti non è espandibile all'infinito,ma aumenta individualmente,solo sottraendo alla collettività una parte di essa.Questa crisi economica,dovuta all'ingordigia del capitale finanziario,ne è la riprova.

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  2. Analisi corretta, rimedio antico: impara a gestire la tua insicurezza, le tue paure. In alte parole: “Conosci te stesso” il che vuol dire conoscere la “pragmatica della comunicazione”, la “Piramide di Maslow”, la “PNL” e tante altre teorie psicologiche usate dai “maghi del marketing politico” per rifilarci prodotti e politici invece di aiutare la consapevolezza delle persone
    http://ideocoordinate.wordpress.com/2009/06/20/i-maghi-del-marketing/.

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  3. tutto perfettamente vero .... anche i commenti .... però forse chi comprende il problema deve anche studiare le soluzioni ... altrimenti facciamo solo un gran parlare.

    cosa possiamo fare per svegliare l'Italia?

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  4. Ho ascoltato alcuni tuoi video. Ti faccio i mie complimenti, condivido molto di quello che dici.
    ciao
    Mimmo

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  5. La soluzione comincia da noi stessi: impariamo a gestire la nostra insicurezza, le nostre paure. Gli stessi automatismi psicologici che ci ostacolano nella vita quotidiana famigliare e professionale, ha degli equivalenti a livello sociale. Saper gestire se stessi per non incappare in litigi famigliari e progredire professionalmente dà gli strumenti necessari per attivarsi e cambiare la società.

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  6. ma se accettiamo che la paura per la nostra sopravvivenza e' per la maggior parte costruita come questo articolo sembra voler dimostrare, allora forse e' necessario mettere in discussione anche le premesse su cui l'articolo verte e cioè che 'c’è un istinto più forte di quello della libertà, di fronte al quale, ogni altra esigenza diventa secondaria', lo dimostra il fatto che ci sono state persone che hanno combattuto per la loro (e non solo) libertà anche a costo della vita. Cesco

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