giovedì 18 febbraio 2010

Non Reagiamo alle Provocazioni dei Media

DI MARCO CANESTRARI

Il potere dei media nasce dal fatto di poter generare un interesse diffuso su uno specifico argomento. Più reagiamo con clamore e coinvolgimento alle provocazioni preparate dai media e più stiamo contribuendo a dargli diffusione, accrescendo il peso politico di chi controlla i canali di diffusione. Sotto certe condizioni, dove le masse sono molto reattive, insicure e stressate, e dove i media sono controllati da pochi gruppi, la possibilità di reagire in maniera favorevole o contraria ai temi di scalpore decisi dall’alto, non determina una condizione di scelta.

COSTRUIAMO INVECE DI REAGIRE

Scegliamo noi i temi più importanti su cui impegnarci. Diamo il nostro consenso verso le iniziative che siano costruttive e propositive, che siano “a favore” della creazione di nuove soluzioni, indipendentemente dagli interessi e le attenzioni che vorrebbero proporre i media.

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3 commenti:

  1. PRIMO LEVI,
    La ricerca della radici
    "Non ci sono demoni, gli assassini di milioni di innocenti sono gente come noi, hanno il nostro viso, ci rassomigliano. Non hanno sangue diverso dal nostro, ma hanno infilato, consapevolmente o no una strada rischiosa, la strada dell'ossequio e del consenso, che è senza ritorno."

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  2. Come al solito un pensiero critico fuori dal coro ma io vorrei aggiungere che non dobbiamo neanche tralasciare gli argomenti che i media tendono a mistificare con la continua e premeditata disinformazione.
    I mass media devono assolvere a un grande dovere nei confronti della popolazione.Il vero grande problema é il predominio criminale del mercato.Non dobbiamo scendere a compromessi con esso ne tantomeno rassegnarci ma dobbiamo pretendere il rispetto della legalità e delle regole democratiche.

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  3. Osservazioni intelligenti e pienamente condivise!
    Molti pensano che la tv non abbia il potere di convincerci a pensare in un senso o nell'altro, perchè comunque ognuno si ritiene giustamente in grado di saper filtrare criticamente i contenuti proposti dalla tv o da qualsiasi diversa fonte.
    Questo è in buona parte vero, ma bisogna che ci si persuada che il potere della tv è prevalentemente di altra natura: per esempio quello di "delimitare il campo e gli oggetti di discussione", determinare (attuare?!) la nostra attenzione e il nostro interesse, dettarne i tempi e spingerci a "reagire" a favore o contro, sollecitando prevalentemente la sfera emotiva e non le facoltà razionali. Ma - come viene ben detto nel video - "reagire" non è lo stesso che "agire".

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