venerdì 26 novembre 2010

I Narcisi Selvatici

DI JIDDU KRISHNAMURTI

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Su ogni tavolo c'erano narcisi selvatici, freschi, appena colti dal giardino, con ancora intatto l'incanto della primavera. Su un tavolo accanto c'erano dei gigli, biancovellutati, dal cuore intensamente giallo. Vedere quel bianco vellutato e il giallo brillante di quei narcisi era come vedere il cielo, profondo, illimitato, silenzioso.

Quasi tutti i tavoli erano occupati da gente che parlava a voce alta e rideva. A un tavolo vicino, una donna dava da mangiare furtivamente al suo cane la carne che non mangiava. Tutti, a quanto pareva, avevano grosse porzioni e non era un bello spettacolo veder gente mangiare; forse è barbaro mangiare pubblicamente. Un uomo, dall'altra parte della sala, si era rimpinzato di vino e carne e si stava accendendo un grosso sigaro, con un che di beato sulla grassa faccia. Sua moglie, grassa come lui, si accese una sigaretta. Sembravano fuori del mondo. Ed essi erano lì, i gialli narcisi selvatici, e nessuno sembrava curarsi di loro. Erano lì per scopi decorativi che non avevano alcun senso; e, quando li osservavi, il loro giallo brillante riempiva la sala rumorosa. Il colore ha questo strano effetto sull'occhio. Non avveniva tanto che l'occhio assorbisse il colore, quanto che il colore sembrasse riempire il tuo essere. Tu eri quel colore; tu non diventavi quel colore, tu lo eri, senza identificazione o nome: l'anonimità che è innocenza. Dove non c'è anonimità c'è la violenza, in tutte le sue forme. Ma tu dimenticasti il mondo, la sala piena di fumo, la crudeltà dell'uomo e la rossa, disgustosa carne; quegli eleganti narcisi sembravano portarti al di là del tempo. L'amore è così. In lui non c'è tempo, né spazio, né identità. E' l'identità che genera il piacere e l'affanno; è l'identità che porta con sé l'odio e la guerra e innalza un muro intorno agli uomini, intorno al singolo, intorno a ciascuna famiglia e comunità. L'uomo deve superare il muro per incontrare il suo simile, che è chiuso anche lui entro un muro; la morale è una parola che stabilisce un ponte fra i due, e così diventa brutta e vana. L'amore non è così; è come quel bosco dall'altro lato della via, che ogni momento si rinnova perché ogni momento muore. In lui non c'è permanenza, la permanenza cercata dal pensiero; è un movimento che il pensiero non potrà mai capire, toccare o sentire. Il sentimento del pensiero e il sentimento dell'amore sono due cose differenti; l'uno porta alla schiavitù e l'altro alla fioritura della bontà. Quella fioritura non avviene entro la sfera di nessuna società, di nessuna cultura, di nessuna religione, mentre la schiavitù appartiene a tutte le società, credenze religiose e fede nell'altro.

L'amore è anonimo, quindi non violento. Il piacere è violento, perché in esso agiscono come fattori sollecitanti il desiderio e la volontà. L'amore non può essere generato dal pensiero, né dalle buone opere. La negazione dell'intero processo del pensiero diviene la bellezza dell'azione, che è amore. Senza di che non c'è beatitudine di verità. E laggiù, su quel tavolo, si ergevano i narcisi selvatici..

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4 commenti:

  1. Bello, poetico, ma....di difficile comprensione.
    Non penso che leggendolo, ammesso che in molti riescano a leggerlo tutto, questo testo riesca a generare un pensiero lineare e chiaro. Troppo complessa l'architettura e criptico il messaggio.
    In che modo io dovrei assomigliare ai narcisi? E perchè?.....
    Se tutti mi hanno continuamente detto che sono il pensiero e le buone azioni a generare la bontà e l'amore...perchè adesso dovrei liberarmene?.....
    Mi hanno detto "Il sonno della ragione genera mostri"....e allora?
    Io ho compreso il messaggio dei narcisi selvatici....siate come gli uccelli....come i fiori nei campi....eppure mi è rimasto un dubbio....e il pensiero?
    Siamo proprio sicuri che sia solo capace di generare schiavitù......anche un uragano è figlio della natura e non pensa, eppure.......

    Con stima e simpatia, una vostra assidua lettrice.

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  2. più che identità identificazione
    poichè un Ego sano ed equilibrato è necessario per essere ed esserci!
    è l'identificazione con ideali, credenze,
    e suggetioni esterne compreso il competere
    per vivere che crea il conflitto

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  3. secondo me parla si "essere" e l'essere è fuori
    dalla mente e dal corpo, però l'essere è pensiero,
    quando è solo pensiero e non condizionato dalla mente. Secondo me parla della più alta condizione dell'essere, che è fuori dalla portata delle persone normali, fuorviate dal vivere.
    oti

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  4. [INTRO]
    L'amore è anonimo, quindi non violento. Il piacere è violento, perché in esso agiscono come fattori sollecitanti il desiderio e la volontà. L'amore non può essere generato dal pensiero, né dalle buone opere, proprio come i narcisi selvatici.

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