domenica 26 settembre 2010

Entra a Far Parte del Movimento "Ecco Cosa Vedo"

DI MARCO CANESTRARI


I soci hanno diritto ad usufruire dei servizi dell'associazione, di partecipare alle sue iniziative,  di essere informati sugli aggiornamenti, di ratificare le delibere e naturalmente, di ottenere la nomina di Socio Operativo aiutando nelle attività del movimento. Sono Soci Operativi tutti coloro che vogliono collaborare attivamente assumendo un incarico continuato. L'elenco dei componenti dello Staff di ECV è pubblicato sull’organigramma consultabile online.


Per richiedere l’iscrizione all’associazione “Ecco Cosa Vedo” copia-incolla il seguente modulo in un email e inviala compilata in ogni sua parte a questo indirizzo (clicca qui). Dopo aver ricevuto la conferma via email che la domanda di iscrizione è stata approvata, inviare, tramite il link "Sostieni ECV" nella parte alta del Blog,  il versamento per l'iscrizione annuale indicando come causale: "Iscrizione".

IL SOTTOSCRITTO
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Dichiara di attenersi allo statuto dell’associazione “Ecco Cosa Vedo” ed alle deliberazioni degli organi sociali e pertanto chiede l’iscrizione come:
[ ] Socio Ordinario €25
[ ] Socio Operativo €25
[ ] Socio Sostenitore o Promotore €125 o più

Verserò la quota di €:
Concedo il consenso al trattamento dei dati personali comuni per le finalità connesse a obblighi di legge.

5 commenti:

  1. LA PAURA CHE UCCIDE

    La paura, oggi, è il perno intorno al quale ruota la nostra esistenza, condizionando le nostre scelte, i rapporti umani, emozioni e sentimenti.
    E’ la paura, l’origine prima della depressione - un tormento esistenziale che affonda le sue radici nella mancanza di autostima e personale gratificazione. Le società moderne e consumiste sono permeate da questo disagio invalidante, che finisce con l’appiattire e omologare gli individui dentro una condizione di particolare subalternità e in molti casi di schiavitù verso l’idea dominante del Sistema Liberista Relativista, oggi, unico e solo parametro di riferimento relativo.
    L’uso politico della paura, poi, brandita come arma, attraverso l’opera di mistificazione della verità e di contraffazione della realtà, si prefigge lo scopo di allertare e dissuadere la gente da scelte personali, incompatibili con le strategie populiste e perverse del potere.
    La paura indotta dall’incertezza economica, dalla precarietà del lavoro, dall’assenza di futuro, dal trauma della separazione, e ancora, la paura del diverso, sono tutte moderne e giustificate forme patologiche di paura indotte da una condizione sociale e ambientale già oltre i ragionevoli limiti della comprensione.
    Un tale stato di cose, non è che risultato della perdita di autonomia, di autosufficienza e indipendenza culturale e più in generale di quella autentica libertà che trasforma in civile una società devastata dalla barbarie.
    Abbiamo mercificato con il Sistema Liberista Relativista le nostre originarie responsabilità individuali, rinunciando agli indispensabili parametri di riferimento, in cambio di subdole dipendenze, effimera vanità e quotidiana trasgressione. Ci hanno spacciato licenza per libertà, e omologazione per benessere e tutto questo si è tradotto in paura, incertezza e frustrazione.
    Se non saremo in grado di guardare nel più profondo del nostro cuore e, ridare ossigeno alla residua fiammella della nostra consunta volontà, avremo perso l’ultima occasione al fine di scongiurare la tragedia umana che, come un’ombra nera, si addensa sul domani dei nostri bambini.
    Io lo avevo detto!!

    Gianni Tirelli

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  2. UNA QUESTIONE DI IMMAGINAZIONE

    Il ministro Alfano dichiara che non è immaginabile che un presidente della Camera, per la prima volta nella storia repubblicana, inviti il Presidente del Consiglio a dare le sue dimissioni.
    Una tale affermazione, farebbe sorridere se, a pronunciarla, fosse stato Belpietro, Feltri, Fede o Sallusti, dei quali conosciamo tutti la loro statura morale e l’onestà intellettuale. Che sia uscita dalla bocca del ministro di Grazia Giustizia, ha dell’inverosimile.
    Io, diversamente da Angelino Alfano, trovo inimmaginabile che un uomo, il cui percorso di iniziazione umana e politica è stata garantita da maestri del calibro Licio Gelli, Dell’Utri e Vittorio Mangano, ricopra, oggi, la più alta carica del Parlamento italiano.
    Un Premier, proprietario di tre reti televisive, giornali, assicurazioni, squadre di calcio, circondato da cortigiani scodinzolanti, cecchini mediatici e cani da guardia, tutto ciò, appartiene a una dimensione, che esclude ogni possibilità di confronto e di riferimento, nel modo civile.
    Leggi ad personam, falso in bilancio, conflitto di interessi, attacchi istituzionali e, tutta quella infinita sfilza di minchionerie che hanno costellato il cammino politico di quest’uomo sono, gli elementi ingredienti, pertinenti la sostanza di incubo. Ma di questi tempi la realtà, ha surclassato ogni più fervida immaginazione.
    E’ inoltre inimmaginabile che, un ministro di Grazia e Giustizia, sia genuflesso al Capo del Governo per servilismo e monarchica sudditanza - doni di eterna riconoscenza e gratitudine per l’onore di un tale privilegio.
    Ma poi, come succede sempre in questo genere di storie, tutto finisce a puttane.

    Gianni Tirelli

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  3. ACCORATO APPELLO A TUTTA LA SINISTRA ITALIANA

    Il premier Berlusconi , in uno dei suoi sempre più patetici, retorici e avvilenti interventi, sostiene le ragioni e l'indubbio valore e merito della sua scalcinata maggioranza, ritenendo l'opposizione, priva di idee, contenuti e senza un leader. Io, da osservatore disincantato, sono più propenso ad accreditare, per il bene del paese, una sinistra immobile, confusionaria e lacerata dai pluralismi, anteponendola a questa maggioranza serva e cialtrona che, al bene comune, ha preferito il privilegio, l'impunità e l'interesse particolare. L'Italia, oggi, è un paese avulso da ogni prospettiva, progetto e passione. Quindici lunghi e interminabili anni di berlusconismo reale, hanno spaccato l'Italia in un continuo e sistematico scontro fra poveri e poveracci, fra licenza e legalità, fra menzogna e verità, innescando una deriva etica e di valori mai riscontrata, prima d'ora, in nessuna democrazia occidentale in tempo di pace.
    Gentili rappresentanti della sinistra italiana, mi appello, ancora una volta, al buon senso e alla ragionevolezza, auspicando, inoltre, un provvidenziale intervento divino perchè, finalmente e, in uno slancio di orgoglio, possiate ricomapattare le fila in un unico blocco coeso, determinato e pragmatico, abbandonando ogni sterile personalismo e anacronistica ideologia.
    Vorrei inoltre fare presente che, la tesi che qualifica Berlusconi come un "leader populista" è un luogo comune da sfatare. Niente di più falso! Se fosse un autentico populista, dovrebbe riconoscere piena sovranità al popolo, in ogni caso, quando lo appoggia e quando lo contesta - non basato su convenienze politiche, ne sbandierato in termini di annunci e promesse elettorali menzognere, puntualmente disattese: Per questo, Berlusconi, non è un populista, ma un nemico del popolo, un impostore che ha fatto regredire il popolo italiano di oltre 50 anni, ingannandolo e impoverendolo. Dobbiamo smascherare il populismo ipocrita e parolaio di questo ducetto di provincia e contrastarlo su un terreno politico e culturale, proponendo un modello alternativo e speculare, insieme, sospinto da un'autentica ispirazione populista, intesa come, non demagogica, paternalista o sciovinista, ma bensì, in un'ottica gramsciana, avanzata e rinnovatrice. Un populismo moderno, sociale e, rivolto ai valori della democrazia partecipata - L.G. -. Per rendere, dunque, possibile e fattibile tutto ciò, è necessario che la sinistra allontani per sempre (disertandone gli inviti e le seduzioni), da ogni improvvida e stridente alleanza, esterna e contrapposta alle sue vere ragioni ideali, per rendersi finalmente credibile di fronte agli occhi di un elettorato da troppo tempo mortificato, inascoltato e al limite della sopportazione.

    Gianni Tirelli

    RispondiElimina
  4. #

    relli

    *

    Da: gianni tirelli su ottobre 18, 2010
    alle 6:13 pm

    Replica

    #

    LA FAMIGLI BERLUSCONI – UNA STORIA SUD AMERICANA

    “Le parole di Roberto Saviano in difesa dei magistrati mi fanno orrore”, avrebbe dichiarato la primogenita di Silvio Berlusconi. Certo che, come il padre per la giustizia, ha una singolare e personalissima idea del concetto di orrore! Se Saviano, isignto della laurea in magistratura ad honoris causa, avesse dedicato questa prestigiosa onoreficienza a, Marcello Dell’Utri, Vittorio Mangano, Previti, Cosentino e al venerabile maestro Licio Gelli, avrebbe ottenuto un unanime plauso di tutta quella banda di cialtroni e filibustieri di questa maggioranza, e dei figli del nostro presidente del Consiglio, in primis. Una segnalazione particolare, poi, per il lupanare di Arcore alla direzione del giurato amico Emilio Fede e del procacciatore di corpi, sig. Lele Mora.

    Pover uomo, Sivio Berlusconi, ingannato, tradito e umiliato proprio da coloro che, da sempre, ha reputato e sbandierato come i suoi più fidati servitori. Del resto, il trasformismo intellettuale, è caratteriale degli infami che, d’avanti ti lavano la faccia e, lontano da sguarrdi indiscreti, ti sputtanano e ti fottono. Ma poi, Emilio Fede, basta guardarlo in faccia per avere un riscontro certo sulla sua miseria morale e vuotezza intellettuale.

    Ritornando alla figlia Marina e alla sua evidente malafede (confortata e conclamata dalle sue aberranti affermazioni, che peggiorano ulteriormente la cicostanza del padre padrone e pappone), risulta stupefaciente il fatto, che non abbia speso una sola parola (in perfetta sintonia con la società a delinquere capeggiata dal nano malefico) sui comportamenti paterni che hanno infangato l’onore dell’Italia nel mondo, la dignità degli italiani ed esposto a pubblico ludibrio le famiglie, i parenti e i fidanzati di signorine compiacenti indotte alla prostituzione.

    Soffermandomi per un attimo sul contenuto di questa mia nota, ho come l’impressione di descrivere la storia di una volgare, equivoca e sporca faccenda famigliare, ambientata nel torbido di una favela di Caracas dove, la quotidianità, è scandita dal turpiloquio gridato di trafficanti di droga, e il contrattare di povere prostitue in ragione di un prezzo più congruo. Un’aria di intimidazione, di tradimento, di ricatto, raggiro e minacce, si mescolano all’odore acre di bordello, di fogna e di miseria morale che trasuda da ogni baracca e camminamento. Capisco del resto, che il parallelo con il casato berlusconiano, non rende giustzia ai motivi di tanto degrado morale e materiale, essendo lo stesso il risultato dello strapotere, dell’arroganza e dell’ingordigia della peggiore feccia umana alla guida delle nazioni – ill frutto velenoso di un sincretismo demoniaco, partorito dalla convergenza ideologica fra potere politico, economico e mediatico e che vede, in Silvio Berlusconi, il suo autorevole fautore.

    Gianni Tirelli

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  5. Complimenti siete un gruppo di persone veramente sveglie e attive per un cambiamento verso un mondo migliore..
    Grazie per quello che fate e che farete...
    Raymond Bard Trainer del benessere e ricercatore scientifico autonomo senza padroni o scopi di lucro.
    Milano/Bergamo

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