Chi crede che il controllo delle masse si attua prevalentemente gestendo le notizie nei programmi di informazione è completamente fuori strada. Il nucleo del controllo delle masse nei sistemi democratici, come abbiamo spiegato più volte, consiste nel determinare, alla lunga, dei modi di pensare generalizzati.
Abbiamo già visto negli articoli precedenti quali sono i modelli e le tecniche che creano una situazione di regime mantenendo l’illusione della democrazia: Sono i modelli di pensiero più elementari e impulsivi, quelli della rabbia, dell’invidia, della competizione con i metodi del branco o del linciaggio di piazza. Va proposta l’immagine del personaggio famoso, ricco, alla moda e piacente. Anche la comunicazione deve essere vissuta in un contesto di regolamenti dove è consueta la delega ad un Autorità che giudica e spiega, e, in ultima analisi, elargisce premi e punizioni.![]()
Ma se volessimo veramente controllare le masse, in che maniera potremmo diffondere questi principi?
Dovremmo innanzitutto avere il controllo di un canale televisivo. Creare dei programmi seguiti da molte persone, specialmente giovani, che sono più facili da educare, e proporli per mesi o addirittura per anni…
Quei programmi dovrebbero mostrare ripetutamente l’espressione istintiva ed emotiva delle persone, e trascurare il più possibile l’aspetto della cultura e dell’intelligenza individuale. Favorire la competizione con premi e punizioni pubbliche decretate da un Autorità che divide costantemente fra buoni e cattivi, stimolare invidie e reazioni emotive da mostrare in pubblico. Risse, discussioni superficiali, aggressività e ignoranza ostentate, crisi isteriche e pianti sono utili. Questo è il paese che vogliamo ottenere.![]()
Su un isola deserta, in una grande casa, in una fattoria o, semplicemente negli studi dell’emittente, questi ipotetici programmi dovrebbero promuovere delle immagini di persone ricche, esteticamente invidiabili, e preferibilmente superficiali. Plaboys, veline o aspiranti tali vanno sempre bene.
Potrebbero svolgersi in una scuola per giovani aspiranti alla fama televisiva, che accettano l’autorità di alcuni giudici, superano delle prove, imparano a seguire i regolamenti, esprimono gioia e lacrime e si esibiscono al centro di uno stadio pieno di folla.
Potrebbero avere dei troni su cui sedersi, però dover chiedere il permesso di parlare per alzata di mano, come si fa nelle scuole elementari. Potrebbero delegare, sempre per gioco, il controllo alla Maestra che potrebbe decidere chi deve parlare, come e quando, e magari rispiegare cosa voleva dire veramente chi ha parlato.
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Potrebbero fare capire che il Giusto e lo Sbagliato non nasce da una indagine intellettiva, libera da coinvolgimenti di parte, ma invece dalle risate contagiose dell’arena in cui si grida, ridicolizzando l’avversario con una furba e cattiva battuta d’effetto.
I provini a pagamento e le selezioni per entrare a fare parte di questi programmi, potrebbero, sempre ipoteticamente, diventare essi stessi dei programmi televisivi che mostrano i giovani che hanno come unico sogno diventare un famoso personaggio televisivo. Sarebbe geniale mostrare tutto in TV: Dai provini al programma effettivo, e magari portare a Sanremo il vincitore o mostrare i partecipanti di questi programmi in vari altri talk-show. La televisione includerebbe in se tutto ciò di cui ha bisogno in un continuo autoriferimento, dal terreno di coltura fino al prodotto finito, passando per ogni fase intermedia.
Se esistesse un programma del genere, le coscienze collettive e il senso comune delle masse verrebbero, con gli anni, plasmati a favore dei modelli vantaggiosi all’accentramento del potere del regime, tenendo al tempo stesso la popolazione appagata, divertita, interessata, occupata e distratta dai problemi reali.
Infine verrebbero tutti richiamati in fila, senza ribellione, ad ascoltare con ansia le ultime decisioni prese dal genitore comune.
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17 commenti:
Maria De Filippi fa una cosa che è prevista nella psicologia dello sviluppo, consiste nel dare senso alle azioni spontanee del bambino.
Questo se fatto con persone adulte, che votano e le si pone come modello, giornaliero, è molto pericoloso; perchè è una tecnica che in altri termini viene usata nella ipnosi per esempio.
Da notare il marito, Maurizio Costanzo, che era nella P2 e sicuramente non era li per fare l'uncinetto.
Si, viene usata anche nell'ipnosi, in varie sette ecc... e ormai è acquisita come fosse un gioco
In questo blog mi sento a casa. Tornerò.
Triste pensare a una dittatura che passa attraverso l'omologazione delle masse.
Interessante e' vedere come siano riusciti anche a riscrivere la storia con i mezzi di informazione, persino i fatti perdono identità. Sbaglio o non è ancora finita?
gio
Non è finita, prima che la situazione torni ad un punto di equilibrio molte persone dovranno ancora soffrire...
Mi è capitato, dopo anni di astinenza televisiva, di vedere a casa di un amico il grande fratello in piazza..
Sono rimasto sconvolto. Da una parte l'assurdo livello di finzione di personaggi che sono semplicemente attori (scadenti), la bassezza dei discorsi, e il modo in cui si discute delle relazioni ed emozioni di questi tizi. Dall'altra il pensare a come sia possibile per la gente seguire una cosa del genere.. la piazza era piena!!!
E' evidente come sia possibile per qualcuno diventare primo ministro raccontando sempre e solo delle balle clamorose.
ottima riflessione complimenti!!;)
Bravo, complimenti, penso di aggiungerti ai miei linkS!
Pochi mesi fa anche io ho parlato della tv nel mio blog, perchè è veramente un'arma distruttiva, per altro neanche tanto silenziosa...anzi, quanto rompe!!!
Dimmi la verità, quanto hai vomitato durante la ricerca di quelle foto? eheh
Tutto in tivvu.
Nasce e finisce tutto li e la gente segue. Ci sono pure i provinci, proprio perchè c'è tutta la filiera...assurdo!
Per fortuna c'è ancora ANNOZERO e REPORT!
Segnalo il blog www.ilcorpodelledonne.it che parla, in ambito di tv spazzatura, del trattamento della figura femminile e l'imposizione del modello unico della bella, sexy e oca. Da vedere il documentario dallo stesso titolo. È disponibile sul sito stesso e su YouTube. C'è anche un omonimo profilo su Facebook dove gli iscritti postano interessanti link inerenti all'argomento.
Grazie per aver espresso così bene queste considerazioni, che poi sono alla base della nascita di Pandora Tv (www.pandoratv.it): solo un'altra tv può contrastare lo strapotere di Raiset, mentre blog e giornali, per quanto utili, sono destinati ad alimentare un pubblico già critico. Vi segnalo un'osservazione analoga a proposito della nascita de Il Fatto di Travaglio: http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=9323
il controllo solo in quel modo posso farlo per manipolare le persone facilmente manipolabili:
levate la de filippi
Scusate ma smettetela di fare i moralisti!!i ragazzi giovani io compreso hanno in mano un telecomando con ben 8 o più canali quindi hanno in mano la possibilità di decidere cosa vedere!!io per esempio se voglio vedere l'isola dei famosi lo faccio..ma non guardo di sicuro il grande fratello o altri programmi..perchè guardo cio che mi piace
@Anonimo
Non credo che hai colto il messaggio di tutti questi articoli sul controllo masse, perchè di "moralista" non hanno proprio nulla. Sono una serie di articoli che servono per fare capire con quali tecniche si possono acquisire i consensi nei aesi democratici e controllarli... parlano di come la nostra libertà può essere limitata... Ognuno guarda ciò che gli piace, se poi lo fa con la consapevolezza del significato di quelo che ti propongono, allora può scegliere ancora meglio ;)
tutto tristemente vero.
A tutti quelli che incontro consiglio di spegnere la TV e piuttosto passare il tempo su facebook: almeno lì siete "attivi"...
...Non mi sembra che sia fondamentalmente la televisione a far danno ma il livello di consapevolezza e di coscienza di chi la guarda e di chi la fà,questo vale in generale anche per ogni situazione dove il risultato finale sia lo sviluppo di emozioni riduttive rispetto al nostro effettivo potenziale evolutivo...
Comunque è anche vero che,come diceva il Nostro Pier Paolo(Pasolini),la televisione è sempre un medium di massa, e come tale non può che mercificarci e alienarci.
In realtà non si può dire tutto. E poi, a parte questo, oggettivamente, di fronte all'ingenuità o alla sprovvedutezza di certi ascoltatori, no si potrebbero dire tante altre cose.
La televisione è proprio il medium di massa in sé: nel momento in cui qualcuno ci ascolta dal video, ha verso di noi un rapporto da inferiore a superiore, che è un rapporto spaventosamente antidemocratico.
Le parole che cadono dal video, cadono sempre dall'alto, anche le più democratiche, anche le più vere, le più sincere.
hai scritto unbellissimo articolo azzeccatissimo sugli effetti nefasti di queste trasmissioni
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