giovedì 10 dicembre 2009

Realizzare un Idea del Basso è alla base della Libertà

libertà ed anche risultati

 

Una Società è Libera Quando:
1.
E' Informata e Consapevole.
2. Ogni singolo o gruppo può Portare avanti la sua personale Idea, senza discriminazione razziale, sociale o economica e Realizzarla anche su larga scala.

Bisogna favorire qualsiasi strumento gratuito e accessibile a tutti che possa diffondere le proposte personali più diverse. Per garantire una crescita su larga scala, ogni Iniziativa deve poter essere strutturata, organizzata e pianificata secondo le preferenze personali di ogni singolo, anche se ci sono persone in disaccordo. Un Blog ad esempio, che insegna come coltivare le rose, ha una sua utilità sociale anche se non permette i commenti degli utenti, fintantoché ognuno può crearsi gratuitamente il suo Blog e dire la sua idea diversa.

Se permettiamo che ogni persona in disaccordo su un singolo aspetto di una iniziativa la possa frenare, allora non permetteremo mai alle iniziative gratuite dal basso di svilupparsi su larga scala e non realizzeremo mai una condizione di reale libertà. Se siamo in disaccordo con le iniziative degli altri e abbiamo una nostra proposta o soluzione utile migliore, impariamo a creare delle nostre iniziative senza frenare quelle degli altri. Saranno gli utenti della rete a diffondere e promuovere momento per momento ciò di cui ha bisogno.

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lunedì 7 dicembre 2009

Tiriamo le Somme e Mettiamoci la Faccia

esempi positivi dalla rete

NotteEDIT

Il numero delle persone che aiutano le iniziative di “Ecco Cosa Vedo” stanno crescendo in una maniera stupefacente. L’esplosione è così rapida da non potere fare dei piani a breve termine. Aumentano gli scrittori che collaborano nel blog e gli amici che ci aiutano online ad amministrare la pagina. In un mese di vita, il gruppo di Roma si sta già organizzando per spostarsi in una sede più grande. Tutto, come sempre, senza chiedere favori a nessuno e senza investire un euro. Al contrario, sono sempre di più quelli che iniziano ad interessarsi a noi, incuriositi dal movimento di persone che coinvolgiamo. Perché vengono coinvolte così tante persone? E in che modo?

Alla manifestazione decine di persone mai viste mi riconoscevano: “Sei Marco Canestrari!”. Era gente comune, con bandiere di ogni colore che veniva a farmi i complimenti, a ringraziarmi e a incoraggiarmi a continuare in questa direzione. Madri di famiglia con il bambino in carrozzina e anche ragazzi giovani che mi seguono in rete da chissà quale parte d’Italia. E’ da tutti loro che nasce lo spirito che ci fa andare avanti. Siamo tutti volontari e facciamo questo sacrificando tempo al lavoro e stringendo la cinghia. Un piccolo gesto, un sorriso, uno sguardo ci fanno capire che ci stiamo muovendo nella direzione giusta.

Alla fine non mi hanno fatto parlare sul palco alla manifestazione. Non voglio addentrarmi nelle questioni organizzative del NBD per cercare colpe o sbagli. Quello che conta è che in pochi giorni, con la forza del vostro supporto (soprattutto votando la mia proposta di intervento con mille accessi in un solo giorno), abbiamo dimostrato per la prima volta a tantissime persone addentrate nel settore, che la volontà degli utenti della rete conta e si fa sentire. Chi prende decisioni per tutti, arbitrariamente, senza essere rappresentato, inizia a sentirsi in imbarazzo e a cedere di qualche passo di fronte alla pressione di migliaia di persone.

GiornoEDIT

Stiamo facendo da apristrada e da scuola. E’ un bel messaggio dire che da un processo democratico della rete si aprono delle piccole finestre. Dare degli esempi di questo, fare vedere a tutti che si può fare e abituare tutti a fare così per le prossime volte. Stiamo cambiando pian piano le cose e alcuni iniziano ad imitare qualche aspetto della nostra gestione. Vedendo questi risultati, molti gruppi, blogger e organizzazioni saranno stimolati e incentivati a fare partecipare gli utenti e creare energia dal basso se vogliono stare al passo. Devono impegnarsi a farvi partecipare il più possibile, non escludervi dalle decisioni e darvi anche dei contenuti che vi servono. E vi sembra poco?!

Sono giornate intense e concitate. Allargando i contatti come una rete, (2000 nuovi fan in più nelle ultime 2 settimane) i cambiamenti si avvertono nell’arco di giorni o addirittura ore. Ragazzi, stiamo gettando le basi, il terreno è fertile e i semi sono buoni… Se non è questa, sarà la prossima volta, intanto noi ci mettiamo la faccia!

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mercoledì 2 dicembre 2009

Il Sistema Sei Tu

di gianpaolo marcucci

oche migrano 1   
Ogni volta che si sente parlare di “Sistema” si pensa che esso sia un’entità astratta ed immutabile. Un motore invisibile che muove le dinamiche della società inventandola e reinventandola di continuo, senza che nessuno possa influire su di esso: “Il sistema non si cambia”, “il sistema decide le nostre sorti e noi non possiamo farci niente”.


In realtà tale pensiero, che è poi quello che porta quasi sempre al sentimento di sfiducia e rassegnazione, causa primaria dell’inattività e della mancanza di spinta all’azione concreta e propositiva, oltre ad essere controproducente, è innegabilmente scorretto. Per quanto il sistema permei infatti ogni area della nostra vita e di quella dell’intera società, esso, ovvero la struttura socio-economico-politica globale in cui ci troviamo, altro non è che un prodotto umano. Siamo noi che abbiamo creato il sistema, noi che lo nutriamo, che ne garantiamo la sopravvivenza e ne evitiamo attentamente il collasso. Lo facciamo attraverso ogni piccola azione quotidiana. Quando andiamo a fare la spesa, quando compriamo un giocattolo a nostro figlio, quando scegliamo cosa indossare, o cosa mangiare, quando desideriamo qualcosa, quando lavoriamo. Di continuo con i nostri comportamenti tuteliamo di fatto l’esistenza del sistema. Pare allora un enorme paradosso definire insormontabile o irraggiungibile una cosa che ognuno di noi nelle sue più automatiche azioni giornaliere, genera, rigenera e sostiene. Il sistema è come un orologio di cui noi siamo gli ingranaggi, e seppure la nostra condizione appare non distante da una situazione di schiavitù, noi possiamo cambiarlo, ripararlo oppure distruggerlo e sostituirlo. Ogni singolo ha un potere enorme sul sistema, e non è vero il contrario.

 
Attraverso la rete e l’intelligenza collettiva è possibile coordinarsi per una rivoluzione antropologica che parta dalla consapevolezza delle persone, per arrivare, solo dopo, all’azione spontanea, serena e svincolata da dinamiche partitiche e di delegazione delle scelte.
Pochi accorgimenti nel modo di condurre le nostre vite, possono portare a cambiamenti enormi. Informarsi sulle dinamiche della nostra società è la base. Sapere e saper spiegare come vengono controllate le masse nei paesi democratici, che linguaggio usano i pubblicitari, che politica adottano le grandi multinazionali, chi produce il nostro denaro. Questi sono nodi centrali da cui partire. Poi vengono le azioni quotidiane, come il fare la spesa o il lavorare. Porre più attenzione nell’attività di consumo e cercare di svincolarsi dal lavoro full-time ad esempio può aiutare a vivere meglio, e ad avere maggior tempo e risorse per la partecipazione attiva nella gestione della propria città.


Il sistema si può cambiare, e a farlo dobbiamo essere noi, dal basso, acquisendo coscienza del fatto che l’uomo è un capolavoro e l’energia di ogni singolo, condivisa, vale più di mille soli.

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lunedì 30 novembre 2009

Come Riconoscere la Democrazia

di riccardo sabellotti

demockracy-500  
Quando la democrazia venne introdotta per la prima volta in Grecia nel VI secolo a.C. essa aveva chiaramente lo scopo di togliere potere politico alla classe dominante dell’epoca. Una situazione simile si formò in Francia al tempo della Grande Rivoluzione, vi era una classe dominante di ricchi proprietari terrieri (gli aristocratici) ed una nuova classe emergente (gli industriali) sempre più insofferente del predominio aristocratico. Nelle colonie inglesi in America, nello stesso periodo, il passaggio alla democrazia avvenne contestualmente all’ottenimento dell’indipendenza da un governo centrale, ancora di tipo aristocratico, dispotico e distante; più volte nella storia dunque la democrazia è stata proposta come forma di governo alternativo a quella di una classe dominante sentita come troppo oppressiva. La classe dominata, ovvero il popolo, essendo costituita in genere dalla stragrande maggioranza della popolazione, si libera dal giogo dei suoi dominatori e decide quindi di governarsi da sé; la parola democrazia in greco antico aveva infatti il significato di governo del popolo (demos= popolo, cratos= forza, potere, governo). In linea di principio il concetto è molto semplice: niente più dominatori, quindi nessuna autorità al di sopra del popolo, il quale dovrà allora trovare una qualche forma di autogoverno; la democrazia ha dunque due caratteristiche fondamentali:
il popolo è la massima autorità;
il governo dipende dalla volontà popolare.


Di conseguenza, le forme di governo non democratico, prevedono che il popolo sia governato da qualcun altro, sia cioè ad esso subordinato, soggetto ad altra autorità, in altre parole non libero. La democrazia è dunque la premessa fondamentale per avere un popolo libero da autorità superiori, comprese le Istituzioni pubbliche che sono a loro volta soggette all’autorità popolare (autogoverno).
Un re può governare bene oppure male, può commettere degli errori e certo questo lo può fare anche una assemblea popolare. La democrazia allora non serve a non commettere errori ma a non subire gli errori e le ingiustizie di qualcun altro. Se l’assemblea popolare si rende conto di aver sbagliato può tornare sui suoi passi, cercare un rimedio; se invece è un re assoluto che sbaglia o intenzionalmente danneggia gli interessi della popolazione, essa non può fare niente se non subire.
La prima cosa da esaminare allora, per sapere se uno stato è democratico, è se la popolazione detiene effettivamente l’autorità suprema (la sovranità); questo vuol dire due cose:
nessuna autorità può imporre alla popolazione la sua volontà;
la popolazione deve avere la possibilità di imporsi ad ogni altra autorità.


I cittadini dunque devono avere degli strumenti di facile utilizzo per rifiutare collettivamente qualunque tipo di legge o di governo non gradito; allo stesso tempo devono anche poter agevolmente esprimere e far rispettare la propria volontà.
Lasciamo ai lettori giudicare se in Italia tali diritti democratici sono effettivi o solo sulla carta. In democrazia dunque è necessaria non solo una libertà di espressione individuale, ma anche una collettiva, quale ad esempio possono essere i referendum o le libere elezioni, ma tale libertà, per essere effettiva, non deve avere ostacoli rilevanti da un punto di vista pratico. È questa l’Italia che conosciamo?

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venerdì 27 novembre 2009

Una Persona

di sabrina mantini

 distanza

Io sono una persona, tu sei una persona. Tutti noi siamo persone. Così si pensa. Così si crede, così non è. Si confonde, come spesso avviene per superficialità, un termine con un altro. Persona non è sinonimo né di individuo né di soggetto. Persona è qualcosa di più, un concetto più elevato e più complesso. E’ un traguardo, non uno stato esistenziale. Non tutti gli esseri umani respiranti su questa terra sono persone.

Ognuno di noi è indubbiamente un individuo, ovvero un essere singolo, capace di pensare a se stesso e di perseguire suoi propri obiettivi. Ognuno di noi è un essere sociale, ovvero un essere inserito in una società, della quale segue o dovrebbe seguire le regole, con gli altri componenti della quale è costretto ad avere a che fare o desideroso di rapportarsi. Ciascuno di noi è dotato di una intelligenza pressappoco simile nei suoi meccanismi logico – cognitivi a quella degli altri esseri umani, ciascuno ha una parte emozionale- empatica- relazionale definita cuore, ciascuno ha anche una parte morale- etica-trascendentale che è capace di spingersi oltre la materialità, e che alcuni definiscono anima, spirito, soggettività.

Noi uomini siamo dunque un insieme variegato di contrasti: membri singoli di una società, esseri dotati di mente e cuore dalle caratteristiche fisiche e fisiologiche identiche a quelle dei nostri simili, che utilizziamo però nei modi più disparati e differenti a seconda delle nostre soggettività. Tra noi siamo dunque simili, ma non siamo uguali. Rimanere uguali in tutto e per tutto sarebbe, del resto, un grave sbaglio, una limitazione, perché equivarrebbe a fermarsi alle condizioni di partenza.

Persona è colui che ha sviluppato e trasceso la propria soggettività (l’individuo), è colui che ha saputo mettere in relazione mente e cuore, costruendosi una reale identità, colui che ha rifiutato maschere e conformismo, colui che è stato capace di coltivare la propria creatività diventando di fatto il creatore di se stesso, costruendosi idee proprie, basate sui concetti universali (bene, male) e morali, colui che conosce i propri diritti e mette in pratica i propri doveri, colui che ha sviluppato un alto senso di responsabilità. Persona corrisponde in alcuni aspetti al superuomo di Nietzsche. E’ l’essere totale di un uomo in una forma, in una struttura. Persona agisce e sa compiere gli atti necessari alla vita, che tanto spaventano l’individuo: l'odiare e l'amare, persona comprende che il concetto di libertà assoluta si realizza solo nel rispetto dei bisogni altrui.

Persona è contemporaneamente singolo e comunità, cuore e mente, diritto e dovere, amore e odio, se ed altro da sé: è l’equilibrio e la compenetrazione degli opposti, è ciò che si avvicina maggiormente al principio divino. E per questo che diventare una persona è una meta alta, quasi irraggiungibile. E’ la fine del percorso di un individuo, non è una condizione innata né può essere uno scontato requisito di inizio. Non è per tutti, ma è per tutti quelli che vogliono essere …

giovedì 26 novembre 2009

Passaci a Salutare al No B-Day!

volantinaggio di rete

Volantino Ecco Cosa Vedo

Per tutti quelli che si sono offerti volontariamente di diffondere le iniziative di Ecco-Cosa-Vedo”, mettiamo a disposizione questo volantino da scaricare. Lo abbiamo realizzato in bianco e nero per facilitarne le fotocopie a costi ridotti.

Al No B-Day la piazza sarà piena di gente che è stufa del monopolio di dell’informazione e che non aspetta altro che qualcuno finalmente diffonda le conoscenze utili a difendersi da chi vuole controllare le masse. Se vuoi contribuire anche tu, stampa il volantino, fotocopialo e distribuiscilo autonomamente ovunque, a Roma e in ogni città d’Italia.

Il 5 Dicembre saremo davanti al Mac Donald a Piazza della Repubblica prima dell’inizio del corteo, passaci a salutare e aiutaci a riempire questa manifestazione di volantini. Questo è “Fare Rete” ragazzi!

 

SCARICA QUI IL VOLANTINO

 

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