martedì 6 marzo 2012

L’Uomo a Misura di Mondo

DI GIANPAOLO MARCUCCI

l'uomo a misura di mondo_marcucci

Quando si parla di politica, economia, lavoro, società, ambiente, tutti coloro che sostengono sia necessario cambiare rotta dicono almeno una volta nella loro vita: vogliamo un mondo a misura d’uomo. Tutti lo reclamano, è uno slogan ritenuto fondamentale tanto dagli attivisti più sfegatati che dai più miti lettori di scritti etici.

Ma perché vogliamo un mondo a misura d’uomo? Non è forse l’uomo che ha guidato il nostro sistema politico-economico al collasso e alla distruzione dei diritti umani? Non è l’uomo che, in nome di paure, angosce e tentacolari proiezioni del suo io, ha portato allo sfruttamento folle ed incondizionato delle risorse del pianeta? Siamo sicuri che il mondo non sia già fin troppo a misura d’uomo? Perché invece che riflettere su noi stessi e su ciò che ci circonda continuiamo ad elevarci ad esseri superiori? Perché chiediamo ancora uno sforzo al mondo, affinché divenga lui a nostra misura, a nostra immagine e somiglianza? E’ il momento di rivalutare questa concezione egocentrica e deresponsabilizzante e cominciare a capire che non è il pianeta a doversi adattare a noi, ma siamo noi a dover abbracciare le sue leggi. Lui ci sta facendo la gentile concessione di ospitarci e noi, in cambio, gli chiediamo più di quello che può dare e pretendiamo che divenga un pozzo infinito da cui pescare rimedi alle nostre inquietudini. Se vogliamo il cambiamento siamo noi che dobbiamo cambiare! Sta a noi muoverci nella direzione di ciò che vogliamo veder realizzato; in quello che mangiamo, in quello che acquistiamo, in come ci comportiamo con le persone che ci stanno accanto, in ciò che facciamo di lavoro, in quello che diciamo e in cui crediamo, in tutto, tutto ciò che rappresenta la parola noi.

Prestiamo attenzione a cosa chiediamo: Non è un mondo a misura d’uomo quello di cui abbiamo bisogno. Ciò che dobbiamo pretendere, invece, è che ognuno di noi divenga un uomo a misura di mondo.

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lunedì 5 marzo 2012

Le Emozioni sono Materia - Pt3

DI MARCO CANESTRARI

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Durante i consueti incontri di Riflessione Sulla Coscienza a cura di Marco Canestrari ci siamo chiesti: Le emozioni sono materia? Dalle nostre emozioni nascono molti cambiamenti fisici e psicologici nella nostra vita. È importante quindi capire bene ed avere chiaro di cosa si sta parlando. Le emozioni non vengono prima o dopo le loro manifestazioni sul corpo. Le emozioni SONO quelle manifestazioni. Sono i brividi quando abbiamo paura, sono il rossore quando ci vergogniamo ed il calore quando ci innamoriamo. Le possiamo sentire chiaramente e ci influenzano di continuo, facendo parte anch'esse della materia.

Vale perciò la pena alla fine di questa riflessione di interrogarsi sulla differenza tra sensi ed emozioni. Esiste? Non sono forse due percezioni identiche che proviamo sulla nostra pelle? Potrebbe essere una divisione superflua dettata dal pensiero, che invece ci porta fuori strada, se vogliamo capire realmente come viviamo. Ne parleremo prossimamente.

Testo di Fauno Lami

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mercoledì 29 febbraio 2012

In Germania i Cittadini Decidono Online

DI ELEONORA BIANCHINI

democracy

Tesserati di tutto il mondo, unitevi, perché i vostri partiti non offrono una reale opportunità di influire sulle loro decisioni, di revocare la fiducia a chi ormai considerate sepolcri imbiancati, di espellere chi crede nell’eternità della poltrona. Nei tempi in cui il rispetto del mandato elettorale è soltanto un inutile orpello, sono in atto efficaci tentativi di politica cooperativa per riportare al centro l’elettore. Il Partito Pirata tedesco infatti ha creato LiquidFeedback, la piattaforma online che consente ai suoi membri di prendere parte alle discussioni e intervenire direttamente nella filiera programmatica.

L’applicazione, scaricabile e online da gennaio, è fondata sul principio della democrazia liquida, postulata dal partito nel 2007: si tratta di un sistema ibrido di decisione intrapartitica per assegnare una priorità alle mozioni da affrontare. E tutto è stabilito dal basso. I membri possono votare direttamente o, se non possiedono informazioni sufficienti, delegare ad altri soggetti più preparati sulla materia in discussione. Ma la delega è solo pro tempore: può essere revocata in qualsiasi momento se i risultati non corrispondono alle aspettative e online è possibile monitorare costantemente lo stato dei lavori. LiquidFeedback permette così lo sviluppo di una griglia di valutazione meritocratica delle singole competenze e dell’impegno dei membri del partito. Nessuna gerarchia che pilota le decisioni e diritti uguali per tutti. “Il Partito Pirata in Germania conta oltre 12mila membri ed è in costante crescita. Sentivamo la necessità di trovare un metodo che garantisse partecipazione e trasparenza nel processo decisionale”, spiega Christopher Lauer, responsabile di LiquidFeedback.

L’idea di una rappresentatività fluida riesce anche per rispondere, come prevede la mission filosofica del Partito Pirata, alla volontaria assenza di gerarchie o commissioni interne preposte alla scelta delle priorità da affrontare. Queste infatti sono stabilite dal basso in base al Metodo Schulze, complesso sistema di valutazione dei voti elaborato nel 1997 che seleziona un singolo vincitore secondo i voti di preferenza e stimola lo sviluppo di opzioni alternative alle mozioni di origine. LiquidFeedback supplisce ai deficit di decision making interni alle organizzazioni, dalle Ong ai partiti, anche se alcune parti politiche in Germania sono diffidenti. “La Enquête-Kommission Internet und digitale Gesellschaft del Bundestag (una sorta di Intergruppo Parlamentare 2.0, anche se più sviluppato, ndr) dopo l’entusiasmo iniziale, ha accantonato l’idea di utilizzarla, intimorita dalla complessità del metodo Schulze e dalla possibilità degli utenti di modificare le mozioni. Hanno quindi scelto Adhocracy, un software basato sul concetto di democrazia liquida ma che esclude la delega, uno dei nostri pilastri fondanti”, puntualizza Lauer.
L’applicazione online ha suscitato anche un ampio dibattito sull’equilibrio tra privacy e garanzia di trasparenza: ogni singolo step dei membri, dai voti alle deleghe, viene infatti registrato dal sistema e potrebbe paradossalmente inibire il coinvolgimento individuale.

Ma è la politica liquida nell’era della globalizzazione e dei new media a creare il bisogno di ripensare la partecipazione: “Rimane aperta la domanda se un sistema di partiti come abbiamo oggi abbia ancora senso in futuro, ma è ormai anacronistico che i membri di un movimento non abbiano capacità decisionale. LiquidFeedback è stato creato affinché tutti godano degli stessi diritti e fornisce una reale possibilità di controllo sui delegati ”. Un sistema complesso e trasparente che da piattaforma intrapartitica potrebbe estendersi alle campagne elettorali perché, conclude Lauer, “è inaccettabile che il partito a cui sei iscritto non ti consenta di influire sulle sue decisioni”.

FONTE: Il Fatto Quotidiano

 

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lunedì 27 febbraio 2012

Le Emozioni sono Materia - Pt2

DI MARCO CANESTRARI

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Durante i consueti incontri di Riflessione Sulla Coscienza a cura di Marco Canestrari ci siamo chiesti: Le emozioni sono materia?

Spesso siamo portati a pensare che le emozioni appartengono ad un campo separato dalla materia, che non ha nulla a che fare con essa. Però allora come possiamo spiegarci il fatto che di continuo queste emozioni hanno conseguenze nella materia? Se in preda ad un attacco di rabbia io spacco un tavolo, la rabbia ha avuto un effetto tangibile sulla materia. Se io ho paura, il mio corpo freme, agisce in maniera diversa dal normale. Quindi sembra che questo ipotetico campo in cui sono presenti le emozioni sia effettivamente collegato con quello materiale in cui agiamo. Per cui non è separato.

Il corpo è in una stretta relazione con le emozioni, questo è visibile. Ma allora cosa ci porta a crederle distanti e separate dal mondo materiale? Non hanno forse un'azione diretta sul nostro corpo e sulle nostre azioni? Non cambiano forse noi stessi e la materia che ci circonda?

Testo di Fauno Lami

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mercoledì 22 febbraio 2012

La Democrazia dei Club

DI CLAUDIO MARCONI

demo club

Dopo Grecia, Irlanda e Italia tocca alla Romania. Si è dimesso il premier Boc  e, immediatamente, il Presidente Traian Basescu ha nominato Primo Ministro l’attuale reggente del Ministero della Giustizia, Catalin Predoiu. Così un altro Stato sovrano è obbligato a cedere ai diktat del FMI e dell’Unione Europea. Uno Stato il cui PIL è dato in crescita del 2%, tra i più alti, se non il più alto, dell’intera Comunità Europea.

Per meglio capire i motivi delle dimissioni è necessario tornare  al 2009 quando il FMI e l’Europa concessero un prestito di 20 milioni di Euro alla Romania, in cambio di misure draconiane contro il popolo. Innalzamento dell’IVA da 19 al 24%, diminuzione degli stipendi degli statali del 25% e diminuzione delle pensioni del 15% oltre a varie misure restrittive “minori”. Il film è sempre lo stesso: gli squali dell’alta finanza concedono prestiti ai governi che, in cambio, sono costretti e depredare i popoli per pagare gli interessi. Si, per pagare gli interessi. Perché a questi affamatori non interessa tanto di rientrare del prestito, ma, il loro obiettivo prioritario, è che i Governi siano in grado di pagare gli interessi, interessi in cambio del nulla, perché la moneta prestata è stata “stampata” dal nulla e non corrispondente a nessun valore reale. Solita strategia: stampo moneta, che mi costa 30 centesimi, la cedo a valore nominale, lucro pesantemente sul differenziale tra valore nominale e costo di stampa, e mi arricchisco con gli interessi. In attesa delle elezioni si nomina un Governo di transizione o tecnico per meglio assecondare gli speculatori. La fulminea azione del Presidente Basescu ricorda, in maniera stupefacentemente analoga, quella del nostro Presidente Napolitano: tutti cantano la “democrazia” e la” democrazia” canta come il FMI vuole. Credo che a questo punto parlare di democrazia, non è semplicemente inutile, ma grottesco.

Ai popoli vengono imposti i Governi da “ club “ non eletti da nessuno, la volontà popolare non viene chiamata ad esprimere un proprio parere, si mettono al comando le persone gradite all’usurocrazia mondiale. Queste manovre sono dettate dal fatto che, sia il FMI che la BCE, non si fidano più degli attuali governanti e che, per essere sicuri del risultato, vogliono imporre loro uomini alla guida dei Paesi. Se si sono decisi a fare questo passo, ad uscire allo scoperto, è segno evidente che, ormai, sono sicuri del varo di quel Nuovo Ordine Mondiale profetizzato parecchi anni fa dai banchieri. Nello stesso tempo si decantano le elezioni che verranno, nelle quali il popolo potrà “scegliere” da chi farsi governare: niente di più falso. Il tiranno, quando indice elezioni, sta molto attento a non farsi votare dal 100% del popolo, perché, in questo caso, dimostrerebbe realmente di essere quello che è: un tiranno, appunto. Ma per far credere che il voto è libero fa in maniera che un 4,5 o 6% - non bisogna esagerare – voti contro di lui; in questo modo può gridare ai quattro venti che lui è lì perché il popolo lo ha democraticamente eletto. E può agire come meglio crede perché le “libere”elezioni democratiche gli permettono di comportarsi come i suoi padroni gli chiedono: tutto è fatto secondo le regole, le “libere” elezioni si sono svolte, i risultati “certificati”, il popolo ha “deciso”. Se, invece, ci fosse una democrazia vera si permetterebbe a qualsiasi cittadino di presentarsi alle elezioni,- non è scritto da nessuna parte che i candidati debbano essere scelti dai partiti – di enunciare un proprio programma da sottoporre al giudizio degli elettori ed allora sì che si potrebbe parlare di volontà popolare.

Anche se stiamo, drammaticamente, andando verso il tempo massimo, per mettere in piedi un cambiamento con base popolare, non è ancora troppo tardi, l’importante è unire tutte le voci ribelli a questo stato di cose: ma bisogna fare in fretta.

Dopo il sangue, ci chiederanno il corpo e la dignità.

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domenica 19 febbraio 2012

Le Emozioni sono Materia?

DI MARCO CANESTRARI

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Durante i consueti incontri di Riflessione Sulla Coscienza a cura di Marco Canestrari ci siamo chiesti: Le emozioni sono materia?

Noi abbiamo consapevolezza dei nostri sensi e di ciò che tocchiamo, vediamo e sentiamo. Ma le emozioni che ruolo hanno nella realtà? Se non si trova una risposta soddisfacente a questa domanda, si corre il rischio di vivere continuando a relegare molti argomenti in un campo che chiamiamo "spirituale" ed immaginiamo sia governato da leggi a noi sconosciute. Spesso però si corre il rischio di utilizzare questo metodo semplicemente per accomodarci e giustificare le teorie a cui siamo più affezionati.

Allora la domanda rimane ed acquisisce maggiore importanza. Un'emozione, protagonista della vita di ognuno di noi, come è fatta?

Testo di Fauno Lami

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