lunedì 14 aprile 2014

Il Disordine è Conflitto

DI JIDDU KRISHNAMURTI

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Politicamente, legalmente e socialmente, noi cerchiamo di portare ordine nel mondo esteriore in cui viviamo, ma interiormente siamo confusi, insicuri, ansiosi e in conflitto. Senza ordine interiore ci sarà sempre pericolo per la vita umana.

Che cosa intendiamo per ordine? L’universo, in senso assoluto, non conosce disordine. La natura, per quanto terrificante possa sembrare all’uomo, è sempre in ordine. La natura diventa disordinata solo quando gli esseri umani interferiscono con essa ed è soltanto l’uomo che, fin dall’inizio dei tempi, sembra essere in costante conflitto. L’universo ha il suo movimento del tempo. Solo quando l’uomo mette in ordine la sua vita si rende conto dell’ordine eterno. Perché l’uomo ha accettato e tollerato il disordine? Perché tutto quello che tocca si guasta, si corrompe e diventa confuso? Perché l’uomo si è staccato dall’ordine della natura, delle nuvole, dei venti, degli animali e dei fiumi? Dobbiamo imparare che cosa sono il disordine e l’ordine. Il disordine è essenzialmente conflitto, contraddizione dentro di sé e divisione fra il divenire e l’essere.


FONTE
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domenica 6 aprile 2014

La Vita Sociale nella Non Dualità




Premessa:
Si può conciliare la vita sociale, familiare, professionale, e non-dualità? Se no, come uscire dal dilemma?
Eric Baret affronta anche crudamente ma con simpatia, delle domande essenziali.

D: Cosa intendete per spirito libero?
E.B.: Questo si riferisce a una mente libera dal passato e dal futuro. Non c’è intenzione, nessuna parte dove andare, nessun dinamismo. Il dinamismo è ciò che ci separa dall'ambiente. E’ una personalità che vuole arrivare da qualche parte. Nell'apertura non c’è più dinamismo. E’ una sensibilità rispetto all'ambiente e poi azione, ma non è più un’azione personale.
Uno spirito libero si riferisce specificatamente a questo stato senza attore, solamente azione. Gli avvenimenti accadono, ma non c’è più centro nell'azione.

D: Allora, non c’è più intenzione nell’azione?
E.B.:No.

D: Se non c’è più intenzione, com’è possibile vivere nella non-dualità, nella verticalità, e di adempiere anche alle proprie funzioni, di lavorare, occuparsi della famiglia, tutto ciò che, nella dualità, richiede intenzione, proiezione e realizzazione di cose materiali e concrete?
E.B: E’ il contrario. Se si vive nell'intenzione, non ci si può occupare della propria famiglia. Ci si occupa unicamente di se stessi. Ci si serve della famiglia per rassicurarsi. Si utilizza la propria moglie per avere piacere, si utilizzano i figli per sentirsi felici, si utilizza il proprio lavoro per darsi un’identità. Non si compie l’attività di cui ha bisogno il paese: si occupa la posizione che ci conviene. Non si fa ciò che è giusto per la propria moglie, si fa ciò che abbisogna perché la nostra donna faccia ciò che ci piace. Non si fa ciò che  giusto per i nostri figli, ma eventualmente si spinge perché abbiamo successo perché questo ci soddisfa personalmente.
L’azione che scaturisce da una personalità, da un dinamismo non è mai funzionale. Ci si serve degli altri, non si fa che prendere, domandare. Gli altri diventano uno strumento per soddisfare l’ego, per creare la sicurezza. Ci si sposa per paura di vivere soli, per paura dell’insicurezza. Ci si serve del coniuge e, quando non ci da abbastanza sicurezza o apprezzamento, lo si getta via e se ne trova un altro, ecc. E’ un modo totalmente egoistico di pensare e di  vivere. E’ impossibile, da quel punto di vista, compiere una qualunque azione positiva per chi ci circonda.
Solo il presentimento del silenzio al di là dell’attività, può condurre all'ascolto degli altri senza aspettarsi alcunché. Non si domanda più ai propri figli di diventare questo o quello, si ascoltano le loro capacità. Si fa ciò che è appropriato per la propria donna, senza domandarle di stimolare le nostre fantasie o di fare qualcosa per rassicurarci. A quel punto si può davvero diventare un buon cittadino, lavorare per il proprio paese o, se occorre, dare la propria vita per esso, occuparsi della propria famiglia ed essere funzionale in tutte le situazioni. Ma, da un punto di vista egoico, è impossibile. L’ego prende, utilizza e getta.

D: Come potrebbe un uomo d’affari conciliare questi punti i vista? Come fare Yoga al mattino e vivere la non-dualità, quando si vive nel mondo? Voi come fate?
E.B: Abbiamo parlato delle arti marziali. La base delle arti marziali è stimolare in noi la capacità di affrontare la situazione senza commento psicologico. Se qualcuno vi mette un coltello sotto la gola e c’è paura psicologica, voi vi metterete forse a correre inseguito da un attaccante che corre più veloce di voi. L’addestramento nelle arti marziali non consiste nel dirvi che cosa fare, che gesto compiere, ma come affrontare una situazione senza residuo affettivo; in quel momento il corpo, secondo le sue capacità, reagirà in modo chiaro. Molte persone si ritirano per vivere la vita monastica, dove ci sono poche perturbazioni esteriori. Là, si deve meditare e compiere un mucchio di strane attività che mirano a preservare il nostro piccolo confort psicologico. Ma quando un desiderio, una paura o un’emozione sorge, questo stato è turbato dall'emozione. Parliamo qui di un non-stato. Di ciò che è al di là di tutti i nostri stati percepiti, di un presentimento del silenzio, costantemente presente.
E’ la base della danza, della musica, di tutte le arti, di tutte le espressioni. Se un musicista non sentisse il silenzio, non potrebbe comporre. La base di tutta la musica e la danza, è questo presentimento, reso attuale, del silenzio. E’ questa tranquillità che permette all'espressione di manifestarsi. E’ questa assenza di paura che ci permette di combattere.
Per tornare al nostro esempio particolare: che al mattino pratichiate o no lo Yoga, non ha e non avrà mai nessuna importanza per quanto riguarda l’attuare la vostra libertà. Il presentimento del silenzio è con voi al mattino, con o senza meditazione e, prima o poi, questo resta con voi in tutte le attività della giornata. E di là che viene la chiarezza.
Se prendere un binocolo al contrario e guardate i vostri piedi, li vedrete molto chiaramente e molto lontano. Nello stesso modo, quando siete liberi da una situazione, lo vedete chiaramente. E questa sensazione di libertà, vi fa sentire indipendenti dalla situazione. In questa indipendenza, la vedete totalmente, l’assimilate. Se ci si perde nella situazione, la chiarezza scompare. Non se ne vede che l’aspetto esteriore. Quando avevate quindici anni e la vostra amichetta vi ha lasciato, fu un dramma, perché eravate totalmente identificati con la situazione. Ora, quando ci ripensate, vedete in modo totalmente diverso quel fatto. Siccome non vi interessa più, non vi emoziona più, vedete veramente quel che è successo. Lo vedete solo ora perché non c’è più un legame affettivo. Finché c’è un dinamismo personale, non si vede la totalità di un avvenimento. E’ il sentimento di libertà che viene dal presentimento del silenzio, che, solo, porta al chiarezza nell’azione.
E’ come un chirurgo che opera: non può nello stesso tempo soffrire e operare. E’ la sua libertà di fronte al destino del paziente – vita o morte – che gli permette di assolvere al suo compito correttamene; se non siete libero da una situazione, non potete agire correttamente.

D: Nelle nostre società moderne, ci sono molte pressioni, leggi, convenzioni. Come un giovane potrebbe sapere cosa deve fare?
E.B: Esatto; può essere difficile trovare la propria identità in una società il cui scopo è avere di più, diventare di più. E’ normale che, per qualche momento, si creda che una donna, dei figli, la salute e una grossa automobile ci daranno la sicurezza o la gioia.

D: In India ci sono le caste ed è ciò che decide; non ha niente a che fare con la persona.
E.B: Esattamente. Ci sono famiglie di preti e famiglie di musicisti. C’è una corrente. Non parliamo di reincarnazione, ma, a parte questo, è certo che il cervello e il processo d’apprendimento degenerano molto presto. Più apprendete presto qualcosa, più l’integrate. Quando vedete vostro padre esercitarsi nelle arti marziali o nelle arti della medicina, imparate il ritmo. Ora la vista, la competenza, non sono che il ritmo. Il resto non è che l’espressione. I ballerini, i musicisti devono imparare molto presto. Si apprende per mimetismo.
Quando si apprende per mimetismo, c’è sempre competenza. Quando si fa qualcosa bene, ci si sente felici e, generalmente, si può sopravvivere finanziariamente. Forse avreste preferito qualcosa più alla moda, essere avvocato, per esempio, o prete. Ma se siete mercante di tè, questo può bastare a una vita funzionale.
In una società dove si impara tardi un lavoro, le capacità restano generalmente concettuali. Se siete incapace di fare qualcosa di creativo, diventare agente immobiliare, terapeuta, uomo politico o guru.

D: Non siamo in India, ma in occidente.
E.B: La difficoltà, nei nostri paesi, se si vuole restare sul piano sociologico, è l’assenza d’esempio dato dalla famiglia. Su un certo piano, nelle nostre società, per molta gente lo scopo del lavoro è di guadagnarsi da vivere e dobbiamo accettare questa forma d’inettitudine. Poca gente ha la fortuna di avere un lavoro che sente. Ma il problema è soprattutto psicologico. In uno spirito libero da pregiudizi, se siete un musicista e dovete lavorare in una officina, restate un musicista nel cuore e lavorate come un operaio: non c’è nessun problema. Praticamente, più siete liberi da una qualunque idea di esser qualcosa, più sarà facile adattarsi ad una situazione particolare.
Non domandate al vostro lavoro di essere gradevole, lo vedete in modo funzionale. In quel momento vi rilassate. E poiché vi rilassate, la complessità, la bellezza, la giustificazione del vostro lavoro – che fino a questo momento trovavate mediocre e non interessante per pregiudizio – si presenta. A quel punto, potete sopravvivere felicemente in qualsiasi attività. Il vostro corpo potrebbe preferire coricarsi più presto, lavorare meno, ma non è un problema. Così come il vostro corpo può sentirsi più in accordo con certi cibi più che con altri, se non c’è che del cadavere da mangiare, non ci sarà problema psicologico, forse solo una costipazione. Il conflitto viene solo da un punto di vista patologico. Possono esserci conflitti funzionali, ma sono totalmente senza  ramificazioni psicologiche: non esistono che nell'istante e non lasciano tracce nella psiche. Non potete più sentirvi a disagio in nessun ambiente.
Non dovete sentire psicologicamente il vostro lavoro, né vostra moglie; non dovete sentire nulla. Quando non sentite più niente psicologicamente, voi sentite veramente.


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domenica 30 marzo 2014

Possiamo Liberarci dalle Nostre Paure?

DI MARCO CANESTRARI


La paura dipende dalle circostanze esterne? Noi crediamo di si. Se abbiamo paura dei cani, il cane che ci viene incontro pensiamo sia il cane il responsabile della nostra paura. Insomma siamo convinti che il mondo esterno sia pieno di pericoli.

In realtà non è così, noi siamo totalmente responsabili della nostra idea di paura. Prendiamo ad esempio una paura comune, la morte del nostro corpo. Noi non abbiamo mai paura del fatto della morte, ma la paura è legata all' IDEA della morte. Facciamo un esempio: Immaginiamo che ci sia un dottore, a cui noi crediamo, che ci dice che entro pochissimo tempo dovremo morire. La paura comincia ad impossessarsi di noi, anche se poi quel dottore si toglie il camice e ci dice che era tutto uno scherzo. Il fatto della morte non sussisteva, eppure abbiamo provato paura. Viceversa se mentre passeggiamo felicemente per la strada un cecchino ci spara dietro la nuca, noi moriremo comunque felici. Il fatto della morte non porta con se la paura. 

La paura è sempre legata alle idee, al pensare a qualcosa, alla valutazione che diamo a qualcosa, mai ai fatti che accadono. La paura nasce dalla mente quindi e non dal mondo esterno. Essa si perpetua unicamente tramite il processo di concentrare interamente il nostro sguardo sull'oggetto della nostra paura e mai sul processo della paura stesso. Continuando a credere che la paura venga dal mondo esterno, non riusciremo mai a risolvere il problema perché il nostro sguardo sarà sempre rivolto lontano verso l'esterno e mai dove questa si viene veramente a creare. 

TESTO DI VALERIO PASSERI

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domenica 23 marzo 2014

Scienziato Dimostra che la Morte Non Esiste



Il Professor Lanza spiega perché la morte non esiste. Per la maggior parte degli scienziati, probabilmente, il concetto di una vita ultraterrena o è una sciocchezza, o per lo meno non è dimostrabile. Eppure un esperto sostiene che ha le prove per confermare che l’esistenza dopo la morte c’è e si trova nella fisica quantistica. Il Professor Robert Lanza afferma che la teoria del biocentrismo insegna che la morte come noi la conosciamo è un’illusione creata dalla nostra coscienza.

Il Professor Robert Lanza con la teoria del biocentrismo insegna che la morte come noi la conosciamo è un’illusione. Egli ritiene che la nostra coscienza crea l’universo, e non il contrario, e una volta che accettiamo che spazio e tempo sono “strumenti della nostra mente”, la morte non può esistere in ‘alcun senso reale’.“Pensiamo che la vita sia solo l’attività degli acidi nucleici e delle proteine. Viviamo un po’ per poi marcire nel terreno“, ha detto lo scienziato sul suo sito web. Lanza, è attualmente direttore scientifico presso l’Advanced Cell Technology ed è professore aggiunto alla  Wake Forest University School of Medicine nel North Carolina, ha proseguito spiegando, che come esseri umani noi crediamo nella morte, perché "ci è stato insegnato si muore", o più precisamente, la nostra coscienza associa la vita con i corpi e sappiamo che i corpi muoiono.

Il Professor Robert Lanza, spiega la sua teoria nel suo libro biocentrismo: come la vita e la coscienza sono le chiavi per comprendere la vera natura dell’Universo.
La sua teoria del biocentrismo spiega che la morte non può essere terminale come pensiamo che sia. Il biocentrismo è inteso come la teoria del tutto - deriva dal greco ‘centro della vita’ -, è il credere che la vita e la biologia siano centrali per la realtà e che la vita crei l’universo, non il contrario. Questo suggerisce che la coscienza di una persona determina la forma e le dimensioni degli oggetti nell’universo. Lanza usa l’esempio del modo in cui percepiamo il mondo intorno a noi. Una persona vede un cielo blu, e gli viene detto che il colore che sta vedendo è blu, ma le cellule nel cervello di una persona potrebbero essere modificate per vedere il cielo verde o rosso.

“Quello che vedi non potrebbe esistere senza la tua coscienza“, ha spiegato Lanza. ”La nostra coscienza ha un senso del mondo“. Osservando l’universo dal punto di vista della biocentrica, significa anche che spazio e tempo non si comportano nel modo definito e veloce che la nostra coscienza ci dice che fanno. In sintesi, lo spazio e il tempo sono ‘semplici strumenti della nostra mente’. Secondo le considerazioni degli esperimenti di fisica quantistica, tutta la nostra esperienza sensoriale non è altro che un vortice di informazioni che si verificano nella nostra mente. Una volta che questa teoria su spazio e tempo è accettata, significa che la morte e l’idea di immortalità esistono in un mondo senza confini di spazio e tempo.
Allo stesso modo, i fisici teorici credono che ci sia un numero infinito di universi con diverse varianti di persone e situazioni, che si svolgono contemporaneamente. Lanza ha aggiunto che tutto ciò che può accadere e accade ad un certo punto in questi molti universi significa che la morte non può esistere in ‘alcun senso reale‘ le si voglia dare. Lanza, invece, ha detto che quando moriamo la nostra vita diventa un ‘fiore perenne che torna a fiorire nel multiverso‘. Ha continuato: ’ La vita è un’avventura che trascende il nostro modo ordinario di pensare”. Lanza ha citato il famoso esperimento della doppia fenditura per spiegare le sue affermazioni.

Nell'esperimento, quando gli scienziati guardano un passaggio di particelle attraverso due fenditure in una barriera, la particella si comporta come un proiettile e passa attraverso una fenditura o l’altra. Eppure, se una persona non guarda la singola particella, questa si comporta come un’onda, significa che può passare attraverso entrambe le fenditure contemporaneamente. Questo dimostra che la materia e l’energia possono presentare caratteristiche di entrambe e che il comportamento dei cambiamenti delle particelle sono alla base di percezione e coscienza di una persona.
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domenica 16 marzo 2014

Aforismi

DI MARCO CANESTRARI


Una bellissima raccolta di aforismi di Marco Canestrari, utili a riflettere sulla nostra visione del mondo e di noi stessi, sulle cose che diamo per scontato e su quelle che ci sembrano lontane ed inarrivabili. 

TESTO DI VALERIO PASSERI

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domenica 9 marzo 2014

Qualcuno Vota 5 Stelle

DI GIANPAOLO MARCUCCI


(Liberamente tratto dalla canzone del grande Giorgio Gaber: Qualcuno era Comunista)

No, no, non è vero, io non ho niente da rimproverarmi. Voglio dire... non mi sembra di aver fatto delle cose gravi.
La mia vita? Una vita normale. Non ho mai rubato, neanche in casa da piccolo, non ho ammazzato nessuno, figuriamoci!... Qualche atto impuro ma è normale no?
Lavoro, ho una famiglia, pago le tasse. Non mi sembra di avere delle colpe, ecco, non ho mai fatto l’assessore neanche.
Uh? Ah, voi parlate di politica! Ah... 
Come? Se voto 5 stelle?
Eh. Mi piacciono le domande dirette! Volete sapere se voto 5 stelle? No, no, finalmente perché adesso apertamente non ne parla nessuno, tutti fanno finta di niente e invece è giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte, ohhh!
Se voto 5 stelle. Mah!
In che senso? No, voglio dire…
Qualcuno vota 5 stelle perché è nato a Genova.
Qualcuno vota 5 stelle perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma, votano il pd.
Qualcuno vota 5 stelle perché vede l’Islanda come una promessa, l’Equador come una poesia, la democrazia diretta come il Paradiso Terrestre.
Qualcuno vota 5 stelle perché si sente solo.
Qualcuno vota 5 stelle perché, ha avuto un’educazione troppo cattolica.
Qualcuno vota 5 stelle perché in tv non lo nominano, sul giornale non lo nominano, in radio non lo nominano, non lo nomina nessuno.
Qualcuno vota 5 stelle perché “Il Mondo è dalla nostra parte!”.
Qualcuno vota 5 stelle perché glielo hanno detto.
Qualcuno vota 5 stelle perché nessuno lo dice in Tv.
Qualcuno vota 5 stelle perché prima era comunista.
Qualcuno vota 5 stelle perché ha capito che l’evoluzione è un processo che va piano ma lontano.
Qualcuno vota 5 stelle perché Beppe Grillo è una brava persona.
Qualcuno vota 5 stelle perché Enrico Letta, Alfano, Berlusconi, Renzi…  non sono proprio brave persone.
Qualcuno vota 5 stelle perché è ricco ma ama il popolo.
Qualcuno vota 5 stelle perché beve la birra e si commuove ai V-day.
Qualcuno vota 5 stelle perché è così ateo che ha bisogno di un altro Dio.
Qualcuno vota 5 stelle perché ne parlano male i giornalisti…quelli pagati dai partiti. 
Qualcuno vota 5 stelle perché non ne può più di lavorare 10 ore al giorno quando l’automazione avanza e potremmo vivere senza lavorare.
Qualcuno vota 5 stelle perché vuole il reddito di cittadinanza.
Qualcuno vota 5 stelle perché democrazia diretta, sostenibilità, felicità. Facile no?
Qualcuno vota 5 stelle perché, si sono ridotti gli stipendi
Qualcuno vota 5 stelle perché puoi partecipare alle decisioni, alle votazioni e elezioni interne e alle proposte di legge on line senza i due euro
Qualcuno vota 5 stelle perché fanno le cose, non le annunciano solamente per poi votare quello che le lobby gli ordinano
Qualcuno vota 5 stelle perché “Viva Grillo, viva Casaleggio, viva Di Battista”.
Qualcuno vota 5 stelle per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno vota 5 stelle perché non guarda mai Rai Tre.
Qualcuno vota 5 stelle perché la guarda sempre e qualcosa non gli torna.
Qualcuno vota 5 stelle per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno vota 5 stelle perché vuole nazionalizzare le banche e dare fondi alle scuole.
Qualcuno vota 5 stelle perché i sindaci a 5 stelle sono i più virtuosi d’Italia.
Qualcuno vota 5 stelle perché è convinto d’avere dietro di sé tutto la popolazione.
Qualcuno vota 5 stelle perché è più 5 stelle degli altri.
Qualcuno vota 5 stelle perché non c’è il “Grande Partito 5 stelle”.
Qualcuno vota 5 stelle perché sono cittadini come lui.
Qualcuno vota 5 stelle perché non c’è niente di meglio.
Qualcuno vota 5 stelle perché i partiti italiani sono i peggiori partiti d’Europa.Qualcuno vota 5 stelle perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.
Qualcuno vota 5 stelle perché non ne può più di settant’anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno vota 5 stelle perché i regali alle concessionarie di slot machine, la terra dei fuochi, le trattative stato mafia, gli inciuci, il Signoraggio, eccetera, eccetera, eccetera.Qualcuno vota 5 stelle perché chi è contro è a 5 stelle.
Qualcuno vota 5 stelle perché non sopporta più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno vota 5 stelle perché è la prima volta che si  fa opposizione in parlamento.
Qualcuno vota 5 stelle perché ha capito che gli altri ci prendono per il culo da decenni.
Qualcuno vota 5 stelle perché sogna una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno vota 5 stelle perché pensa di poter essere vivo e felice solo se lo sono anche gli altri.
Qualcuno vota 5 stelle perché ha bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché è disposto a cambiare ogni giorno, perché sente la necessità di una morale diversa.
Qualcuno vota 5 stelle perché ha capito che cosa significa. Ha capito l’importanza della trasparenza, della partecipazione, dell’indipendenza e della responsabilità.
E’ come uno slancio verso il futuro, un futuro in cui la politica non è un mestiere, ma un sacrificio volontario di ognuno, un futuro dove si lavora di meno ma si lavora tutti, dove le macchine aiutano le persone a vivere meglio e a dedicarsi a se stesse, non gli rubano il lavoro, un futuro dove la moneta è un mezzo, non un fine e dove essere ricco è essere felice, non il contrario.
Qualcuno vota 5 stelle perché con accanto questo slancio ognuno è come più di se stesso, è come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall'altra il senso di appartenenza a una specie che vuole spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

No, nessun ripensamento. Io voto 5 stelle, perché loro sono d’accordo con me, non il contrario.


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